Blog

  • Home
  • Blog
  • Il Benessere e il Piacere della Vita nella Generazione "Z"
Il Benessere e il Piacere della Vita nella Generazione
  • Dott.ssa Maura Livoli
  • 15 Maggio 2026

Il Benessere e il Piacere della Vita nella Generazione "Z"

Alcuni studi condotti dal "Centre for economic performance" – 2006 e da "Eurometer: Parents views on the mental health of their child" – 2009 e dall'"Unicef: Child well-being in rich Countries" Innocenti Report Card 7, Firenze 2007, hanno oggi dimostrato che anche le persone più ricche del mondo, a parte alcune eccezioni, non riescono a vivere in uno stato di benessere psicologico. Quali siano le cause a generare questo malessere sono state ricercate a livello sociologico, psicologico ed economico e, in primis, si è accertato che dipende dal conformismo e dall'organizzazione sociale della produzione, cioè il benessere psicologico individuale dipende dal confronto continuo della propria situazione con quella degli altri. Quindi, se è proprio lo sviluppo economico a creare sempre maggiori disuguaglianze sociali ed economiche, esistono condizionamenti ambientali che rendono più frustranti i confronti sociali e il malessere arriva a tutti i livelli.

La generazione "Z", i giovani di questi tempi, sono attecchiti da ogni tipo di stimolo e di conoscenza, non più portati alla ricerca, all'osservazione attenta della realtà in quanto ciò che vogliono sapere o scoprire è alla portata di un "click" sul cellulare ed ogni curiosità o attenzione si esaurisce in pochi secondi. L'arrivo poi di AI non ha fatto altro che incrementare questo stato di conoscenza "superficiale" che si acquisisce senza sforzi e senza impegno particolare.

Il concetto di "sacrificio" resta meramente astratto in quanto, questi ragazzi vogliono tutto e subito e la realtà circostante – Internet, i Social media – non sono altro che strumenti che non portano ad un approfondimento culturale, ma ad una "incultura strutturata" perché non metabolizzata da un pensiero creativo e da una riflessione critica profonda.

Tutto ciò, viene incrementato dalle famiglie – quasi inesistenti – o meglio fatte da genitori separati, dove con facilità si inserisce il partner della madre e la partner del padre che, nella maggior parte dei casi, creano stati di solitudine e distacco affettivo.

Perché oggi per trovare lavoro questi ragazzi devono essere super-specializzati? Il motivo va ricercato nelle istituzioni scolastiche – primarie, secondarie e universitarie – che non sono più in grado di offrire una preparazione solida come in passato proprio perché i giovani non sono interessati e distratti permanentemente da altre realtà.

Questa non è una disamina nei confronti della generazione "Z", ma la triste constatazione di ciò che è costretta a vivere come eredità di un mondo che stiamo lasciando. Il disorientamento è generalizzato perché causato da molteplici fattori, ma soprattutto dalla quasi totale inesistenza di "famiglie stabili" che trasmettono affetto e "base sicura" per dirla in modo bowlbiano (riferimento opera di J.Bowby sulla Teoria dell'Attaccamento e della Perdita).

I giovani oggi, presentano una ridotta capacità interna di governare la propria vita, di perseguire con sacrificio e molto impegno le proprie aspirazioni, e di superare, se necessario il bisogno, a tutti i costi, di conformarsi agli altri. L'insicurezza del posto di lavoro, in una società come questa che rincorre la migliore e più rapida produzione, viene percepita in modo preoccupante, quasi esasperata, aumentando, di conseguenza, lo stress e il disagio psichico.

Il logoramento delle relazioni familiari e della fiducia negli altri, proprio causato da questi rapporti troppo precari e superficiali, presenta un ruolo fondamentale nella fiducia in se stessi, di qui il declino del benessere psicologico.

Oggi, i giovani non accettano la sconfitta, il fallimento e cadono con estrema facilità in uno stato di prostrazione profonda che li obbliga ad un intervento terapeutico di supporto, in quanto essi sono cresciuti nella realtà del "tutto" e "subito".

Bisognerebbe riportare questa generazione ad un utilizzo ridotto di Social, Internet, e smartphone riposizionandola non in una realtà virtuale, ma in una realtà fisica, di incontri face to face, e soprattutto, immergendola in una realtà di valori autentici di solidarietà, amicizia, pace, amore e allontanandola da tutta quella aggressività finora acquisita.

Dott.ssa Maura Livoli
Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo Psicoanalista Consulente tecnico
Roma

Ambiti d'intervento

  • Grafologia
  • Sessuologia
  • Tecniche suggestive
  • Psicodiagnostica
  • Psicologia dello Sport
  • Salute e Benessere
Dott.ssa Maura Livoli

Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo Psicoanalista Consulente tecnico

Partita IVA 02208410981
Iscritto all'Ordine degli Psicologi col n. 453 dall'8.11.1990

Info
2024. «powered by Psicologi Italia». E' severamente vietata la riproduzione delle pagine e dei contenuti di questo sito.